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venerdì, luglio 07, 2006

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»


(ANSA) - ROMA, 20 GIU - Mese “corto” a Montecitorio: i deputati avranno libera una settimana mensile dal lavoro delle Commissioni parlamentari e dell’Aula. Questo per venire incontro alle esigenze dei deputati eletti nelle circoscrizioni estere. La decisione è stata riferita da Luciano Violante al termine di una riunione tra il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, e i presidenti delle commissioni parlamentari.

La notizia, come si può notare, non è nuova e mi sono meravigliato che sia passata in sordina. Ieri la comunicazione di Bertinotti costretto allo stop sul «mese corto» dei parlamentari, il presidente della Camera ha detto che serve un momento di riflessione, quindi la discussione è rimandata a momenti più tranquilli perché la proposta in questo periodo è stata attaccata da polemiche inutili e incomprensibili.

Per conto mio sono indignato, anzi mi sento preso per i fondelli: sappiamo bene che i parlamentari non si ammazzano di lavoro e godono già di una settimana corta, visto che si riuniscono normalmente dal martedì al giovedì, se poi ci mettiamo anche una settimana di vacanza ogni quattro, va a finire che “lavoreranno” in media 10.5 giorni al mese e guadagnerebbero 1500 euro per ogni giorno di attività.

Ci ho pensato un po’ su e mi sono chiesto se l’emerito compagno ha pensato al metalmeccanico che lavora 37 ore settimanali e cui non basterebbe lavorare un mese per guadagnare quello che Faustino-dal-bel-golfino-di-cashmere prende in un giorno. E poi si meraviglia bollando la polemica come inutile e incomprensibile? Bertinotti afferma che riparlerà del progetto del mese corto quando le acque sono più tranquille perché il clima politico e dei giornali non è positivo…

Mavvavava...