ingens.it

giovedì, settembre 28, 2006

a message from the unconnected world

In questi giorni sono stato un po’ lontano da Internet. Infatti ho avuto la sciagurata idea di voler cambiare provider e passare dall’offerta di connettività proposta da NGI a quella di Telecom Italia con la sua Alice.

Sciagurato. Così si è rilevato il sofferto iter per vedersi attivare l’ADSL dal nostro caro operatore dominante. Sciagurato. Perché l’incompetenza, l’inosservanza del cliente-consumatore, la negligenza del personale Telecom, non hanno fatto altro che produrre errori e malfunzionamenti.

L’evolversi dei fatti

Sono un cliente con linea ISDN, pertanto il servizio ADSL viaggia su un cavo diverso, essendo le due tecnologie incompatibili per condividere lo stesso mezzo di trasmissione. Eseguo la richiesta dell’attuale offerta Alice Flat domenica 17.09.2006 attraverso il sito web di Telecom.

Aspetto qualche giorno e invio una e-mail al servizio clienti per far notare che la mia utenza è già predisposta con la linea dati per il trasporto ADSL, fornisco anche il numero fittizio assegnato a questa linea per facilitare le cose. Il venerdì vengo contattato: hanno letto la mia e-mail e passano le informazioni a chi di competenza… sabato mattina ho la portante attiva, il router si collega, il browser carica la pagina di benvenuto di Alice, è fatta! O quasi?

Un instradamento (o una permutazione come la chiamano quelli del servizio clienti) configurato male fa si che il mio collegamento a Internet non funzioni. Non è stato predisposto il canale dati dicono loro. Dopo un’altra e-mail in cui spiego gli avvenimenti e qualche giorno di attesa, senza che nessun tecnico mi chiami per fare un controllo, scopro che è stato aperto un guasto sulla mia linea Alice.

Un guasto già prima che sia stata attivata, si comincia bene! Aspetto qualche altro giorno, il guasto è ancora aperto, sollecito il servizio clienti affinché venga risolto… ebbene neanche due ore dopo mi ritrovo la linea ISDN morta. Spia rossa del bus U spenta: completamente isolato.

Altra segnalazione, stavolta oltre a essere ancora guasta la linea ADSL, si è fermata anche l’ISDN!

«Non possiamo aprire due guasti contemporaneamente, se vuole che un tecnico prenda in carico la sua segnalazione dobbiamo obbligatoriamente chiudere la precedente segnalazione sulla linea Alice». Non ci sono parole, chiudono il guasto sulla linea ADSL pur non essendo stato risolto (in realtà non era ancora stato preso in carico) e dopo un po’ riprende a funzionare la linea ISDN. Il problema era ovviamente a livello logico, qualcuno aveva provato a mettere le mani dove non ne era in grado?

Nel frattempo mi accorgo che avevano nuovamente staccato la portante sulla linea dati, non so se è un bene o un male… dopotutto anche quando c’era la portante la linea non funzionava.

Il rapporto con il cliente

Tutti questi problemi sono stati conditi da una buona dose di contatti con il servizio clienti, al numero 187. E qui arriva la nota dolente.

Il servizio clienti si è dimostrato impreparato, arrogante (soprattutto le donne) e lassista. Faccio con rammarico una osservazione sessista: ogni volta che ho trovato un addetto donna, mi sono accorto che questa seguiva la procedura che le è stata insegnata, fornendo risposte generiche e approssimative, ma soprattutto senza ascoltare le richieste, i problemi o i malfunzionamenti esposti dal cliente. Posso tranquillamente affermare che questa è stato il comportamento riscontrato con una media di almeno 28 volte su 30 chiamate. Vorrei anche assegnare la palma nera all’operatrice ‘Debborah’ che masticava il chewing-gum mentre parlava. Ho avuto modo di provare che gli addetti e i tecnici uomini, vuoi per una preparazione migliore o vuoi per pazienza, hanno ascoltato, analizzato, e verificato la mia situazione, effettuando controlli sulle mie linee telefoniche.

Perché questa differenza? Eppure le donne non sono stupide.

Fattori arcani

Dato che mi sentivo impotente e mi pareva di sbattere contro un muro di gomma, ho dovuto ricorrere alla risorsa finale: un ex-vicino di casa che lavora appunto in Telecom.

Si tratta di un signore molto disponibile, lo chiamo ieri sera all’ora di cena e gli espongo la mia situazione. Mi richiama oggi all’ora di pranzo e mi dice che è stata fatta un po’ di confusione, sebbene l’impianto sia già cablato è necessario che qualcuno provveda a realizzare nuovamente una permuta in centrale e ristabilisca il canale di comunicazione. Mi è stato fissato un appuntamento con un suo amico di fiducia per lunedì mattina, prima non è stato possibile, ma arrivati a questo punto c’è da essere più che soddisfatti.

Vi farò sapere come è andata a finire la mia avventura, però che tristezza dover sempre appoggiarsi a una persona influente per risolvere queste situazioni…

venerdì, settembre 15, 2006

fallaci has died

È morta la scorsa notte a Firenze Oriana Fallaci. Era malata da tempo di cancro, da lei chiamato «l’alieno che aveva fatto il nido nella gola e nell’esofago». Con il suo secondo libro dopo la tragedia dell’11 settembre, «la forza della ragione», Oriana Fallaci aveva trascurato la malattia.

Io ho avuto modo di conoscere Oriana Fallaci solo dopo gli attentati di New York, a partire da quel «la rabbia e l’orgoglio» che ha fatto tanto discutere. Il suo destino era segnato da tempo, ma resta l’amarezza di aver perduto una persona che ha avuto il coraggio di dire (e di scrivere) quello che è il pensiero comune di molti di noi.

Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.
Oriana Fallaci
La rabbia e l'orgoglio

lunedì, settembre 11, 2006

september 11th, 5 years later


Era una splendida mattina quel martedì, mentre i bambini della città si destavano con la nostalgia dell’estate e gli speranzosi concorrenti alle primarie pronunciavano gli ultimi discorsi per l’elezione a sindaco di New York. Giornalisti ed esperti stavano già valutando quale candidato sarebbe stato confermato per il round seguente, mentre molti newyorkesi erano soltanto contenti di poter dire àdios a Rudy Giuliani. Le urne erano già state aperte da un paio d’ore, quando un aereo di linea andò a schiantarsi contro una torre del World Trade Center. E il resto, come si dice, è storia.

Il World Trade Center simboleggiava qualcosa di più del potere e della ricchezza, e si elevava al di sopra delle due torri gemelle sull’orizzonte di Downtown. Esso mostrava al mondo che anche quando aveva toccato il fondo, ed era afflitta dal crimine, dai disordini e dalle difficoltà finanziarie, New York era in grado di schierare le proprie forze e creare qualcosa di più grande di ciò che il mondo avesse mai visto. E senza dubbio, sarà di nuovo così.

New York ferita dal più bestiale attacco dei nostri tempi, nel primo anno del nuovo secolo. Un tributo, in video, a memoria di quella giornata che ha cambiato il mondo civilizzato.



venerdì, settembre 08, 2006

the world is flat

Nel suo interessantissimo libro The World is Flat, Thomas Friedman pone all'ultimo posto della classifica sulla liberalizzazione dei mercati telecom Italia e Germania, aggiungendo la ciliegina che la Germania ha contestato alcuni particolari sullo studio citato. L'Italia no, probabilmente perché i responsabili principali sono troppo occupati a decidere le nostre prossime disgrazie e le loro prossime fortune per preoccuparsi di cercare di mantenere la loro immagine all'estero.

Ce ne parla Marco Calamari sulle pagine (web) di Punto Informatico, continua qui >

mercoledì, settembre 06, 2006

not a useless blog


Stasera voglio segnalare Dalla parte di chi guida. Un sito pieno di notizie utili per gli utenti della strada, strutturato come un blog.

Anche qui ho trovato persone molto disponibili a dare consigli e aiuto per noi peveri tartassati.

lunedì, settembre 04, 2006

the new new economy

La chiamano new economy, ma non c’entra niente con borsa e finanza. È la nuova economia e si basa su un concetto semplicissimo: individui una strada larga e trafficata, imponi limiti di velocità incongrui e ci piazzi un paio di autovelox, dopo qualche tempo vai a sviluppare i rullini e aspetti che arrivino i soldi. Ma sono servizi di polizia stradale o servizi di polizia tributaria? Non sarà che, con questi sistemi, si sia reintrodotta la gabella medioevale?

Questa è la sensazione che io, come milioni di utenti della strada, ho sempre avuto quando vedo sanzioni amministrative salatissime spedite a pioggia ai proprietari delle auto, senza neppure la contestazione immediata al momento del fatto, in cui il cittadino potrebbe, ad esempio, eccepire che il suo contachilometri segnasse una velocità ben inferiore a quella rilevata dall’autovelox. A distanza di 120/145 giorni chi si ricorda più cosa era accaduto? La cronaca è spesso approssimativa ed induce a credere che la contestazione immediata non sia più obbligatoria per l’organo di polizia. Al contrario la contestazione immediata è fondamentale per il servizio di prevenzione agli infortuni stradali ed è la regola generale, mentre la notifica che arriva a casa in via differita al proprietario dovrebbe essere il caso eccezionale. La polizia può notificare a casa del proprietario la sanzione solo in casi particolarissimi, solo sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e sulle strade (fuori dai centri urbani) in cui il prefetto, con specifico decreto, abbia accertato l’impossibilità tecnica a fermare le auto in violazione dei limiti di velocità. Quando il decreto, per quella strada, non c’è, la polizia dovrebbe avere (ed indicare nel verbale) motivi molto circostanziati in base ai quali è risultato impossibile fermare l'auto... ma nella realtà accade sovente che non vi sia alcuna ragione logica... verbali del tutto sommari, con motivazione generica o inesistente. Tutti verbali illegittimi ed annullabili. I precedenti dei vari giudici di merito sono numerosi, anche la Suprema Corte di Cassazione ha così statuito.


Ma le amministrazioni continuano a fare soldi, come è successo al Comune di Modena che in meno di un anno ha incamerato 2.200.000 di euro con uno di questi apparati che poi, guarda caso, è risultata inattendibile (fonte: Resto del Carlino 20.07.2006) o come fanno molte altre amministrazioni (vedi articolo su TeleFree.it). E già... queste macchinette spesso sono inattendibili, capita che producano misurazioni di velocità più elevate di quelle reali, superandole anche del 15%, come riveniente dalla consulenza tecnica d'ufficio disposta dal Tribunale di Lodi. Eppure la legge del 1991 prevede che questi apparati siano tarati in laboratori Sit accreditati dall'ente di metrologia legale Sit Italia di Torino, gli unici che possano garantire al cittadino che, circolando ai 60 km/h, l'autovelox rilevi i 60 km/h (e non i 70 o 75 km/h come dimostrato a Lodi e fondatamente lamentato da numerosi automobilisti presso i giudici di pace di tutta Italia).


Qualunque strumento di misura se non è tarato non può essere usato per fornire misurazioni riferibili al sistema internazionale, quindi può essere usato, al più, come soprammobile.
Solo che il mio è un parere tecnico. Se valga la stessa presa di posizione in campo legale non lo debbo dire io, ma i Giudici.
Ing. Mario Mosca
Direttore Servizio Tarature in Italia


Le norme esistono, ma tocca a noi andarle a scovare per difenderci dalla gabella e sopravvivere. Io ho avuto la sfortuna di essere stato beccato da una di queste macchinette, ma ho avuto anche la grandissima fortuna di conoscere diversi avvocati su Altalex che mi stanno dando una mano consentendomi di conoscere i miei diritti ed i profili di illegittimità dei verbali autovelox. In primis, il Dott. Paolo Fioroni di Reggio Emilia, un ferratissimo giurista. Mi ha dato un contributo che si sta rilevando preziosissimo nella mia impugnazione in sede giurisdizionale (di seguito un paio di foto in cui è stato fotografato da solo ed in compagnia di un esimio collega all'uscita di un’aula di giustizia del foro di Parma).

Il Dott. Fioroni lo trovi su contatti di www.biokal.it



venerdì, settembre 01, 2006

one company model

Chi non ricorda lo spot di Telecom Italia di qualche anno fa? Ecco una bella rivisitazione che non passa mai di moda.